Forse Luciano Spalletti è l’allenatore più espressivo sulla faccia della terra. La classica persona che pur non esprimendosi a parole riesce a trasmettere qualsiasi cosa gli passi per la mente con il solo linguaggio del corpo.
Pensa che tu sia un coglione? 3/4 delle rughe della sua faccia te lo faranno capire.
Ti tirerebbe sotto con la macchina se ne avesse occasione? Idem.
Quindi per oggi faremo un esercizio.
Ripercorriamo il 3-3 tra Roma e Juventus non attraverso gli highlights ma attraverso le espressioni facciali di Luciano Spalletti.
1-Pre Partita
Dopo un mese di Odissea, con Coppa Italia e Champions sfumate nonostante alcune partite storiche, lo sguardo con cui si assesta bello composto nella sua area tecnica non può che essere questo. Il classico sguardo con fronte semi corrucciata di chi scende di casa con calzino + infradito a buttare la spazzatura, e le cuffie che pompano eccezionalmente la sigla di Game of Thrones per una trionfale sfilata verso il bidone dell’umido.

2- Post-Eurogol di Wesley
39esimo. Gol della madonna di Wesley dopo aver giocato 38’ minuti con determinazione e spesso nella metà campo della Roma.
Braccia in posizione sconsolata. La reference è tuo figlio che è riuscito a beccarsi il debito in matematica a fine maggio nonostante tu abbia sborsato la modica cifra di 40€ all’ora due volte a settimana negli ultimi tre mesi per farlo rigare dritto.
Dopo una serie di voti sufficienti ma sempre sul filo del rasoio, l’almanacco dei Santi e delle Madonne aleggia inevitabilmente nella tua mente.
Fai due conti tra te e te: con quei soldi ti saresti preso almeno 10 stecche di Marlboro al Duty Free.

3- Post-Eurogol di Conceicao
Al netto di tutto, al netto del gol incredibile che vale il momentaneo 1-1, è arrivato il momento di prepararsi a tutto tirando fuori quel fazzoletto che tenevi nel cappotto che non usavi dal funerale di tua zia e liberare il naso per poter sentire meglio quel sentore di inculata che aleggia nell’aria

4- Post-Ndicka
Cambiaso marca Ndicka come se fosse la vecchietta che lo ha appena superato in coda in gastronomia, la classica anziana alla quale non se la sentiva di dire nulla per questione di rispetto, salvo poi rendersi conto che gli ha fregato da sotto il naso l’ultimo pollo campese disponibile.
La disperazione è palpabile.

5- Post-Malen
Realizzazione.
Realizzazione del fatto che i 960€ spesi per le ripetizioni fallimentari per tuo figlio e il pollo rubato a Cambiaso sono l’ultimo dei tuoi problemi.
Realizzazione del fatto che Ned Stark in quella cella poco dopo essere rimasto inculato da Cercei Lannister deve essersi sentito esattamente così.
6- Post combo Boga + pareggio Gatti al 93’
In fondo, nonostante tutto, nonostante st’amarezza di vita, comprendi di identificarti perfettamente nella fan base di Anna Pepe.
Perché pareggiarla così, al 93’, ti ricongiunge inevitabilmente alla tua indole da Baddie.

7- Triplice fischio
Nonostante nella tua testa in questo momento esista solo il ritornello di Bando devi comunque andare dal tuo avversario e proporre un segno di rispetto da maschio a maschio. Estrarre la mossa del pollicione con una leggera inclinazione della testa ti appare dunque l’unica mossa sensata per chiudere il cerchio di una partita in cui avresti ammazzato tutti, ma devi fingere che l’atteggiamento dei tuoi non sia motivo della tua iscrizione ad un corso di meditazione per la terza età.






























































