I rigori non si parano soltanto tuffandosi e Yassine Bounou lo sta insegnando a tutti.
Nelle ultime stagioni il portiere del Marocco ha costruito gran parte della sua fama proprio grazie a una caratteristica insolita: rimanere in piedi il più a lungo possibile, e in alcuni casi non buttarsi affatto. Una scelta che può sembrare istintiva, ma che in realtà è supportata anche dagli studi sulla psicologia dei rigori.
L’idea è semplice. Più il portiere aspetta, più informazioni riesce a raccogliere dal corpo del tiratore: l’appoggio del piede, l’apertura dell’anca e la traiettoria iniziale del pallone. Per questo molti ricercatori sostengono che i portieri più efficaci siano quelli capaci di ritardare la decisione fino all’ultimo istante, anziché scegliere un lato in anticipo.
El atajadón de Bounou
INCREIBLEOTRO BOMBAZO
HOLANDA 🇳🇱 eliminado del mundial por MARRUECOS 🇲🇦 pic.twitter.com/cuIngdMhEp— Manolo (@NoloKendo) June 30, 2026
Bounou ha portato questo principio all’estremo. Contro i rigoristi che cercano di aspettare il movimento del portiere, lui spesso resta fermo fino all’ultimo, costringendoli a prendere una decisione quando ormai il tempo per cambiare idea è quasi finito. Se il tiro non è perfettamente angolato, gli basta un passo laterale o una reazione con gambe e braccia per respingere il pallone, senza bisogno del classico tuffo spettacolare.
We’ve seen that technique before. Bounou. 🇲🇦🧤#FIFAWorldCup pic.twitter.com/v03nvosGpl
— CAF (@CAF_Online) June 30, 2026
Non è una tecnica adatta a tutti: richiede esplosività, lettura del gesto tecnico e nervi saldissimi. Ma quando funziona, trasforma il vantaggio psicologico del rigorista in quello del portiere. Ed è proprio questa capacità di aspettare, più ancora che quella di indovinare l’angolo, ad aver reso Bounou uno dei migliori para-rigori del calcio moderno.
He’s done this before????
Freaking genius… pic.twitter.com/54kdbbUKPA
— Stop That Messi (@stopthatmessiii) June 30, 2026









































































