Lione-Fenerbahçe non è finita al triplice fischio. Anzi, è proprio in quel momento che è iniziata un’altra partita, con Mattéo Guendouzi assoluto protagonista.
Il centrocampista francese, ex Marsiglia e quindi accolto in un clima particolarmente ostile dal pubblico di Lione, era già stato ripreso durante il riscaldamento mentre mostrava il dito medio verso una parte degli spalti.
Dopo la vittoria per 2-1 e la qualificazione del Fenerbahçe, Guendouzi ha deciso di rispondere definitivamente alle provocazioni. Prima ha festeggiato facendo il celebre gesto di Jul, rapper simbolo di Marsiglia, poi davanti alle telecamere ha urlato «Allez l’OM!».
Una provocazione che ha fatto esplodere la situazione. Alcuni giocatori del Lione si sono diretti verso Guendouzi, i compagni del Fenerbahçe hanno provato ad allontanarlo e ne è nato un primo parapiglia.
Il peggio, però, è arrivato poco dopo nel tunnel che porta agli spogliatoi. Nelle immagini si vede un membro dello staff del Lione, identificato dalla stampa francese come Antonio Ferreira, preparatore dei portieri, dirigersi verso Guendouzi e tentare di colpirlo con un calcio.
Mais qui est ce type qui a voulu mettre un kick à Guendouzi? pic.twitter.com/5HXklbXhKY
— Arnaud Clement (@NanoClmnt) August 26, 2026
Da quel momento la situazione è completamente degenerata: giocatori e membri degli staff delle due squadre sono entrati in contatto e nel tunnel si è scatenata una vera e propria maxi rissa, con diverse persone coinvolte nel tentativo di affrontarsi o separare i protagonisti.
🎥 Lyon-Fenerbahçe maçı sonrasında TV’ye yansımayan koridordaki kavganın görüntüleri! pic.twitter.com/3H44ZTUOgU
— Spor Bülteni (@sporbultenicom) August 26, 2026
In zona mista Guendouzi ha poi spiegato il motivo della sua reazione. Secondo il centrocampista, durante la serata dagli spalti sarebbero arrivati ripetutamente insulti rivolti alla madre, ai figli e alla sua famiglia, iniziati addirittura prima della partita e proseguiti durante i 90 minuti.
«Hanno insultato la mia famiglia», ha raccontato, sostenendo che se i tifosi possono provocare un giocatore per tutta la partita devono poi accettare anche una sua risposta dopo una vittoria.
Una versione alla quale ha replicato anche Corentin Tolisso. Il capitano del Lione ha confermato che Guendouzi gli aveva parlato degli insulti ricevuti, ma ha condannato comunque il suo comportamento, spiegando di avergli chiesto di rimanere umile nella vittoria e andare a festeggiare con i propri compagni.
Una serata ad altissima tensione, insomma, terminata con il Fenerbahçe qualificato e con immagini destinate probabilmente ad avere conseguenze anche nelle prossime settimane.










































































