Pasta, pizza e arancini: la dieta dei calciatori in Premier League

Nel campionato più intenso e fisico del mondo, non è solo lallenamento a fare la differenza: anche ciò che finisce nel piatto è parte integrante della performance di un calciatore professionista. Lungi dallessere celebrity diet semplici e restrittive, i menù dei top player della Premier League riflettono un equilibrio tra gusto, esigenze individuali e necessità atletiche di alto livello, come spiegato dallo chef del Brighton William Carvalho in unintervista al Telegraph.

Oggi insieme a Massigen ve la raccontiamo nei dettagli.

Colazione: il pieno di energia (e varietà)

La giornata alimentare di un calciatore in Inghilterra parte da una colazione ricca, saziante e varia. In cucina ci sono opzioni che vanno ben oltre lo stile pollo e riso” spesso associato alle diete atletiche: dalle frittate con verdure e formaggi leggeri a uova in camicia, da piatti più dolci come pancake o porridge di avena e muesli fino a palline energetiche con datteri e miele.

Accanto a queste proposte calde, una selezione fredda di salmone affumicato, prosciutto di tacchino, baby spinaci, yogurt greco o frutta secca contribuisce a completare lapporto di proteine e grassi buoni”. Il tutto è accompagnato da estratti e succhi naturali a base di zenzero, barbabietola, cavolo riccio, frutta fresca e verdura — pensati per sostenere il metabolismo e lidratazione già dalle prime ore del mattino.

Pranzo su misura” e attenzione alle origini

Per il pasto di metà giornata, lo chef Will Carvalho racconta che il menù è spesso tema-specifico”, cioè adattato alle diverse culture dei giocatori: non mancano piatti a base di pesce fresco, pollo alla griglia e carne di agnello, ma anche opzioni vegetariane e vegane come gli hamburger di falafel. Lobiettivo non è solo nutrire, ma farlo in modo equilibrato e rispettoso delle esigenze individuali.

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Il giorno della partita: sì ai carboidrati (anche la pizza)

Se durante la settimana lapproccio è impostato su nutrienti bilanciati e varietà, il giorno della gara cambia le regole: qui lattenzione va principalmente ai carboidrati, fondamentali per lenergia immediata. In mensa non mancano le classiche stazioni dedicate alla pizza e, sorprendentemente per molti, agli arancini, piatti pensati per fornire carburante rapido prima del fischio dinizio.

Oltre ai carboidrati, ci sono piatti di patate, verdure e ricette internazionali come il sayadieh (riso speziato) o la harira, una zuppa ricca di legumi e verdure: un segno di come la Premier League, con le sue squadre multiculturali, personalizzi il nutrimento atletico rispettando le origini dei giocatori.

Per chi ama la pasta, lo chef racconta che non manca la scelta: otto diverse varianti, con condimenti che vanno dal pesto tradizionale alle salse più ricche di proteine. Anche i secondi piatti sono curati: filetto di Wagyu, pollo alla griglia e pesce fresco sono scelte frequenti per garantire proteine di alta qualità senza appesantire.

Il dessert e il recupero

Anche il dolce ha il suo spazio: un budino di riso alla vaniglia è spesso disponibile il giorno prima della partita, pensato per offrire una dose finale di carboidrati e comfort senza eccedere con gli zuccheri semplici.

In definitiva, ciò che mangiano i protagonisti della Premier League non è solo cibo funzionale”: è nutrizione pensata per ottimizzare le prestazioni in campo, favorire il recupero e – perché no – rendere piacevole anche il momento più semplice della giornata: la tavola.